Mercoledì 24 settembre Stefano Borghi, affettuosamente conosciuto da tutti come Cippo, è morto.
Oltre ad essere il nostro unico allenatore professionista, per entrambe le squadre sia del Castel San Pietro che del San Lazzaro, era anche un marito, ed un padre di due bellissimi e simpaticissimi ragazzi.
La sua scomparsa lascia un enorme vuoto, non solo tra chi lo conosceva, ma anche per chi non aspettava altro che incontrare l'allenatore che avrebbe guidato due squadre nella loro grande prima avventura, che sarebbe iniziata da lì a poco, il 12 ottobre.
Purtroppo i nostri allenamenti insieme, le nostre cene, le partite, non si terranno più. Avevamo programmato un anno in cui saresti stato il pilastro fondamentale della squadra, dove ogni decisione doveva prima passare da te e dove la squadra ti avrebbe obbedito ed ascoltato fino alla fine. Non potremo mai più avvalerci della tua fondamentale guida.
La tua scomparsa ci lascia spiazzati. Lo spogliatoio è rimasto di ghiaccio il momento in cui ho rivelato la notizia, il silenzio era assordante, e vedevo lo sbigottimento in ognuno dei giocatori. Nessuno di noi se l'aspettava.
Questo perché Cippo era una persona estremamente solare, sorridente, che amava scherzare e con una grande intelligenza emotiva. Infatti riusciva a capire all'istante di cosa avessero bisogno i giocatori per essere incoraggiati, riusciva a capire in che momento bisognava stare attenti e ascoltare ed in che momento scherzare, e la cosa che riusciva a fare benissimo, quella che a noi serve di più e per la quale la sua mancanza mi addolorerà molto è la capacità di fare gruppo risaltando le individualità dei giocatori.
Proprio come un rugbista vecchia scuola, trattava i giocatori come individui, ognuno con le loro unicità, facendo leva sui caratteri individuali e ricordandosi tutto di tutti, e ciò si sentiva enormemente ogni volta che ci allenavamo da lui perché l'allenamento era divertente ed era diretto da un amico, che ti conosceva e sapeva esattamente cosa era meglio per te.
Ci mancherai. Rimaniamo vicini in questi momenti alla moglie e i figli. Andrea, so che è un momento difficile ma tuo padre ti voleva un mondo di bene e vorrebbe vederti felice.

